Il fascino della camicia

Nata come capo intimo da infilare dalla testa e privo di bottoni, la camicia bianca è diventata segno di stile ed eleganza. Durante il Rinascimento era indossata sotto i vestiti per proteggerli dallo sporco della pelle frutto di assai pochi bagni. I nobili erano soliti conservarne un certo assortimento nei loro grandi armadi così da poterla cambiare frequentemente e conservare il candido del bianco. Insomma, era un modo indiretto per affermare al popolo –io sono un nobile e mi lavo più spesso di voi– anche se non era assolutamente vero. Per questo motivo le camice con fantasie a righe o a quadri si affermarono molto difficilmente poichè non potevano più costituire segno di nobiltà. Da qui nacque il compromesso, ancora in voga, di indossare camice a quadri con colletto e polsini bianchi.

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Come riconoscere un camicia di qualità? Ovviamente maggiore sarà il costo e maggiore sarà la qualità della stoffa, ma ci sono piccole accortezze che bisogna seguire prima di comprare il capo prediletto.

Anzitutto controllare che il disegno della stoffa combaci al millimetro in corrispondenza delle giunture e in particolare all’attaccature delle maniche. I bottoni devono essere in madreperla e a quattro fori; la cucituta a fili incrociati invece che paralleli e il taglio delle asole orizzontale invece che verticale, è sintomo di artigianalità. La parte posteriore della camicia deve essere leggermente più lunga rispetto a quella anteriore per permettere a voi Signori di chinarvi senza scoprire la schiena.

Miei cari, non soffermatevi sulla casa di moda: stile ed eleganza non comportano diventare un appendiabiti vivente di griffe.

La camicia non deve mai essere nè troppo corta nè troppo attillata (non c’è nulla di meno chic di rotolini di ciccia strizzati in camice con i bottoni che sembrano saltare via). Il polsino deve arrivare all’attaccatura del pollice e sporgere di almeno un centimetro dall’orlo della manica; lo stesso vale per il colletto la cui parte posteriore deve sporgere leggermente, mentre i bordi anteriore esterni devono essere coperti dai revers della giacca.

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Esistono diversi tipi di colletto, ognuno con determinate caratteristiche da sfoggiare a seconda dell’occasione e da scegliere a seconda della fisionomia del proprio viso. I tre più diffusi attualmente sono: straight-point collar (a punte dritte verso il basso); English spread collar (più divaricato al centro); English cutaway collar (decisamente divaricato e conosciuto come –italiano– in Francia e –alla francese– in Italia). Famoso per essere indossato nella trilogia di –Il Padrino– è il Pin Collar, dove le punte dritte sono tenute insieme da un spillone d’oro che passa sotto la cravatta. Appartiene alla Belle Epoche il colletto stondato mentre molto più casual è la versione morbida e fissata alla camicia con due bottoncini (Button-down).

In ambito lavorativo la scelta del colore cadrà sul bianco e sull’azzurro che rimangono in assoluto i più raffinati, ma se volete cambiare un po’ optate per dei colori pastello o per delle righe molto sottili. Per quanto riguarda l’indossare colori molto accessi e fantasie da bimbi dell’asilo la regola da seguire è solo una: lasciatele sui manichini del negozio.

Indossare il gessato con la camicia a righe è una scelta piuttosto spregiudicata. Fate un po’ voi.

Infine una piccola regola di Bon Ton: se volete togliervi la giacca perchè il caldo è insopportabile chiedete sempre prima il permesso alle Signore in vostra compagnia. E ricordatevi che non esiste nulla di più fascinoso di un uomo che indossa la camicia con la stessa disinvoltura con cui indossa la casacca del pigiama (ovviamente tralasciando la parte dello –stravaccamentoincontrollato-).

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[Bibliografia: –L’abito fa il manager– di Cinzia Felicetti]

Un pensiero su “Il fascino della camicia

  1. Simpatico articolo, peccato per quel “Belle Epoche” che mina completamente la raffinatezza d’intenti dell’autore.

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