Il colloquio di lavoro

L’attore americano Will Rogers diceva che nessuno di noi ha diritto ad una seconda occasione quando si parla di prima impressione e questa una verità che ahimè, ci tocca accettare e sfruttare a nostro favore. Durante un colloquio di lavoro il nostro interlocutore ci mette pochissimo tempo per formulare una valutazione iniziale che poi si trasformerà nella sua personale opinione: sette secondi per convincere il nostro futuro datore che siamo noi la persona che vuole nel suo team.

Anche se avete un curriculum dar far invidia a Bill Gates, le informazioni asettiche della vostra precedente carriera lavorativa non impressioneranno mai l’esaminatore che avete davanti se non sapete presentare al meglio la vostra persona. Non fingetevi degli anticonformisti che vogliono distinguersi dalla massa dei dipendenti che fanno già parte dell’azienda in questione: ciò che cercano è qualcuno che sappia amalgamarsi al meglio nella squadra, portando buona volontà e nuove idee. In poche parole il vostro aspetto esteriore dovrà essere impeccabile.

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Come scegliere il dress code più appropriato? Anzitutto dovete informarvi su quale abbigliamento adotta l’azienda per cui farete il colloquio, ovvero se è assolutamente formale (giacca e cravatta sempre protagonisti) o se accetta anche declinazioni più casual (jeans e maglioncino di cashmere). In ogni caso ricordatevi che la scelta vincente sarà sempre l’abito intero: l’accoppiata giacca più gonna/pantalone trasmette carisma ed efficienza. A meno che non vogliate entrare a far parte di Brand modaioli o nella creativity di qualche Gruppo (dove le regole formali potranno essere abbandonate al fine di sfruttare gli abiti per dar voce alla creatività), tenete sempre a mente che è meglio apparire troppo eleganti che troppo casual. Scelte a parte, gli abiti dovranno essere perfettamente puliti e stirati senza bottoni saltati o orli scuciti. Non riuscirete mai a trasmettere precisione e affidabilità se vi presentate con la camicia abbotonata storta: rendo l’idea?

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Colgo qui l’occasione per ricordare alle signorine che mettere seno e gambe in mostra non dimostra sicurezza e padronanza del proprio corpo ma pura e semplice sciatteria (Simone De Beauvoir si starà rivoltando nella tomba).

Quando entrate nell’ufficio per il colloquio, il portamento che adotterete dirà chi siete prima ancora che vi siate presentati. Per capire qual è la postura coretta da tenere fate questo piccolo esercizio: posizionatevi in piedi con le spalle contro il muro in modo che la nuca, la schiena, i glutei e le gambe aderiscano alla parete. Questa è la posizione da mantenere. Provate a camminare concentrandovi sui vostri arti. Inizialmente è difficile ma una volta acquisita vi trasmetterà sicurezza ed autostima oltre che a farvi apparire più snelli ed eleganti. 

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Durante la presentazione aspettate che sia il vostro esaminatore a porgervi per primo la mano, dopodichè stringetela con una presa decisa e dite il vostro nome e cognome senza aggiungere titoli di studi o nobiliari (lo trovo davvero kitsch) e senza esclamare l’abusato –piacere!– (non sapete ancora se sarà un piacere oppure no). Dopo essere stati invitati a farlo, vi accomoderete su una sedia sempre mantenendo una postura ed un atteggiamento corretti (schiena dritta e mente in sù). Mantenete il contatto visivo con il vostro interlocutore e rispondete alle domande in modo preciso e sintetico. Non rosicchiatevi le unghie e non passate le mani tra i capelli; non oscillate le gambe e non battete i piedi; non tamburellate con le dita e con la penna sul tavolo. Sono tutti atteggiamenti che trasmettono insicurezza.

Infine ricordatevi di sorridere: un semplice e spontaneo sorriso sarà sempre il vostro miglior biglietto da visita.

In bocca al lupo, miei cari.

4 pensieri su “Il colloquio di lavoro

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