Caro professore? Anche no

Lo studente universitario del Ventunesimo Secolo trascorre la sua esistenza intellettuale affrontando ogni giorno nuove sfide. Correre per le scale mobili della stazione ferroviaria cercando di non investire la vecchietta posizionata esattamente nel mezzo; arrivare in aula prima dello stesso custode perché solo così si ha una minima possibilità di non dover passare le future sei ore seduti per terra con mal di schiena e formicolii vari alle gambe; combattere l’acidità di stomaco causata dal caffè della macchinetta con la brioche stantia della macchinetta accanto; sperare che la penna non decida di terminare l’inchiostro proprio dell’istante in cui il docente sta spiegando un argomento improponibile che sicuramente chiederà all’esame. Ed infine la prova più ardua di tutte ossia come scrivere le e-mail ai professori. Perché la questione fondamentale è: come risultare educati e formali senza cadere nella ruffianaggine incontrollata?
Così dopo che io stessa mi sono ritrovata a googlare sullo smartphone le parole “inviare mail al professore”, ho deciso di scrivere un post che potesse aiutare gli studenti a sfruttare questo strumento di comunicazione saggiamente e con cura.

Anzitutto assicuratevi che il docente sia davvero l’unica persona che possa darvi quella informazione e sopratutto che non lo abbia già ripetuto più volte durante l’orario di lezione mentre voi eravate persi in un sonno spirituale assai profondo. In altre parole disturbatelo solo se è assolutamente necessario.

Per l’intestazione sono consigliati -egregio professore- e -gentile professoressa- e sì, anche a me sembra una forma di maschilismo e per questo utilizzo per entrambi i sessi l’aggettivo -gentile-. In ogni caso non scrivete -caro professore- o -salve professoressa- a meno che il vostro fine sia quello di invitarlo a guardare la partita al bar bevendo allegramente una birra insieme (anzi, sareste comunque inappropriati).

Presentatevi fin dall’inizio e non perdetevi in scusanti e giri di parole inutili. Siate semplici, veloci ed efficaci andando subito al punto della questione. Non siete dei perdi tempo ma persone serie e capaci (potete ripeterlo ad alta voce per auto convincervi se ne sentite il bisogno). Il linguaggio non deve essere forbito e prolisso perché si tratta pur sempre di una mail e non di una lirica Leopardiana. Controllate di non aver commesso errori ortografici rileggendo ciò che avete scritto (anche al contrario se necessario). Sono assolutamente proibite le abbreviazioni e le emoticons perché ve lo assicuro un innocente -smile- può segnare la vostra intera vita e farvi perdere ogni dignità agli occhi del docente.

In quanto professore universitario avrà sicuramente un ego gigantesco quindi non è necessario elogiarlo ulteriormente ma per gentilezza potete scusarvi per il disturbo arrecatogli. Per congedarvi un -cordiali saluti- andrà più che bene mentre sono abolite le parole -distinti saluti- a meno che non siate un baronetto dell’ Ottocento risorto apposta per scrivere questa mail (così per dire). Concludete il tutto con la vostra firma e vi prego, scrivete prima il nome del cognome anche se la burocrazia segue la regola opposta.

Infine un docente è tenuto a sua volta a rispondervi con cortesia identica alla vostra perché buona educazione e gentilezza valgono anche per coloro che sono al di là della cattedra.

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2 pensieri su “Caro professore? Anche no

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