Ode alla bicicletta

Bicycle bicycle bicycle! I want to ride my bicycle, I want to ride my bike, I want to ride my bicycle, I want to ride it where I like!– così scriveva e cantava Freddie Mercury nel 1978 accompagnato da un inusuale assolo di campanelli di biciclette. Sì, la bici oramai è diventanto il manifesto di ogni movimento abientalista ed ecologista esistente oggigiorno nonchè l’accessorio più in grido di hipster e radical chic. Perchè la bicicletta è la soluzione migliore per destreggiarsi tra i meandri dell’infausto traffico cittadino, fa figo ma non impegna, rispetta l’ambiente perchè non rilascia co2 nell’atmosfera ma sopratutto migliora la tua salute psicofisica regalandoti un fondoschiena sodo che neanche Adriana Lima (o almeno così dicono). Anche in Italia i –city bikers– si sono diffusi tanto quanto l’uso dei calzini bianchi con i sandali in Primavera. Tuttavia per essere dei ciclisti da città non basta possedere una bicicletta vintage o comprata da Decathlon. Eh no. Oltre alle basilari norme della strada ci sono alcune piccole astuzie non scritte che sarebbe meglio seguire per una serena convivenza con vecchiette ed automibilisti.

Se mancano piste ciclabili e le strade sono troppo selvagge per essere percorse salite sul marciapiede ma scendete dalla bicicletta. E’ inutile tentare un rally cittadino perchè proprio quando crederete di essere in salvo un’anziana signora si posizionerà impaurita sulla vostra traettoria ed ultilizzerà il suo bastone come strumento di difesa. Non parlate al cellulare e tenete entrambe le mani sul manubrio a meno che non siate un truzzetto quattordicenne o un acrobata del circo. Evitate di viaggiare nella formazione -mandria di mucche- e optate per una lineare fila indiana.

Se la coda di automibili è assai lunga potete provare il –sorpassoondulantedelciclistafrettoloso– ma se poi accidentalmente rigate la portiera di un auto o cadete sopra un’aiuola non lamentatevi. In situazioni di pericolo invece di ingiurare senza controllo contro il prossimo usate il campanello perchè oltre ad essere più efficace, evita un po’ di inconcludente maleducazione.

Per quanto riguarda l’abbigliamento un paio di jeans e delle sneakers sembrerebbero la scelta più ovvia ed adatta mentre invece ho notato che molte signore si sentono più a loro agio con la gonna. Ora, parliamone. Oltre al fatto che ho la quasi certezza che non sia per nulla comoda (mi domando come riescano fisicamente a pedalare) come si possono giustificare le visioni delle cuciture inguinali delle calze color carne e delle mutande bianche? E’ un problema più di buon senso che di buon gusto. Se poi siete individui intraprendenti e volete indossare un bel paio di tacchi a spillo nessuno ve lo vieta (ma mettete in conto che storte e slogature sono un pericolo reale).

Ed infine voglio svelare una verità al genere maschile. Per noi donne essere portate in giro sul tubo della vostra bici super accessoriata non è per niente comodo e no, non ci fa sentire come Audrey Hepburn in -Vacanze Romane-. Chi vuole intendere, intenda.

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3 pensieri su “Ode alla bicicletta

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